Un’estate così calda non capitava da anni, e per Roberta non era cominciata bene, la rottura del suo rapporto con Ugo gliela stava rovinando ma poi quel meccanico, la scopata con uno sconosciuto che le aveva lasciato delle sensazioni uniche, era la prima volta che si lasciava andare così con uno sconosciuto, era fuori da ogni dubbio non aveva mai goduto così e per lei qualcosa stava cambiando, era consapevole che il suo fisico attirava gli uomini e la cosa le piaceva ma ora che aveva provato a lasciarsi andare sentiva di essere cambiata era una donna ed il sesso ora le sembrava più naturale.
Si infilò nella vasca e con il tepore dell’acqua si risvegliarono le voglie cominciò a toccarsi e si masturbò fino a venire, davanti allo specchio nuda ammirava il suo corpo e nella sua mente un'unica certezza aveva voglia, voglia di cazzo tanta voglia ed era decisa ad assecondarla, la sua estate cominciava li e sarebbe stata un estate di sesso.
Erano ormai già le nove di sera e non aveva voglia di starsene a casa decise che era la sera giusta per andare a caccia, aprì l’armadio, ne tirò fuori un vestitino bianco leggero con una profonda scollatura sulla schiena ed uno generoso sul seno, a Ugo non era mai piaciuto portarla in giro con quel vestito che attirava gli sguardi degli altri ragazzi, il seno era in bella mostra ed era talmente corto che il perizoma sembrava uscire ad ogni movimento, si pensò Roberta era il vestito giusto, si mise un minuscolo perizoma di un rosa molto chiaro in modo che si vedesse bene sotto il vestito quasi trasparente e poi i capezzoli che dall’eccitazione erano già duri si notavano benissimo, un filo di trucco e via in macchina.
Scelse il “Rising Sun” una discoteca frequentata da gente più grande di lei e che aveva la fama di essere un ritrovo per scambio di coppie e di chi era in cerca di sesso facile, e lei era in quest’ultima categoria, sesso, voleva sesso. Il locale era in posto isolato fuori città parcheggiò la macchina ed entrò, già all’entrata noto compiaciuta che la sua apparizione non era passata inosservata e molti uomini la stavano già spogliando con gli occhi, ebbe un attimo di paura e si rifugiò in bagno, non era più sicura di sé si chiedeva cosa doveva fare, prese tutto il coraggio che aveva ed andò in pista.
Il locale era molto poco illuminato e lei si buttò in pista, subito fu attorniata da ragazzi che con scuse più o meno banali non perdevano occasione per strusciarsi su di lei, dopo averli fatti arrapate ballando in maniera sensuale li mollò e se ne andò al bar, per tre ore non spese nulla c’era sempre qualcuno che le offriva da bere, cominciava ad essere brilla e cominciava a cedere alle avances. Di colpo la musica martellante si fermò e cominciò un lento, un uomo sulla quarantina la afferrò per un polso e se la strinse per ballare non era niente male e lei si lasciò guidare, piano piano la stretta si serrava e lei ormai sentiva il cazzo duro di quell’uomo sul suo ventre, una sensazione che le piaceva, lei per ricambiare sciacciava le sue dure tettine sul suo torace, senti la mano dell’uomo scivolare sul suo sedere lasciò fare, il massaggio faceva effetto si stava bagnando, tutto d’un tratto si accorse che ballando erano usciti dalla pista e finiti in un angolo isolato, l’uomo si fece più audace e passò a massaggiarle il sedere sotto la gonna tirando l’elastico del perizoma ed accarezzandole l’ano.
Aveva il fiato corto dall’eccitazione l’uomo se ne accorse la portò sui divanetti cercando un posto ancora più buio, Roberta era in balia dei suoi sensi eseguiva tutto senza fiatare, a quel punto l’uomo capì di averla in pugno, la fece sedere e si accomodò al suo fianco, le infilò le mani in mezzo alle cosce e lei quasi d’istinto le aprì, non si era accorta che sedendosi in quel modo la mini si era alzata sui fianchi lasciandola con lo slip fuori. Non riusciva a negargli niente e lui cominciò a comandarla.
- Che gambe bambola, e che fichetta hai inzuppato le mutandine
- Si sono bagnata
Si lasciò sfilare le mutandine e lo guardò eccitata mentre le annusava, l’uomo le accarezzò la figa e bagnandosi le dita con gli abbondanti umori che colavano sul divanetto e poi ne infilò una facendola gemere, poi due ed infine tre e cominciò a masturbala, Roberta si contorceva dal piacere slacciò il vestito e tirò fuori il seno offrendolo al suo masturbatore da succhiare, i capezzoli erano duri come il cuoio e lui glieli stava torturando improvvisamente venne, il problema fu che anche lui venne nei pantaloni, la baciò e se ne andò sparendo nel buio, lei era li mezza nuda a gambe aperte, lo stronzo si era portato via anche le mutandine,
Stava cercando di rivestirsi quando una mano la bloccò non si era accorta che due ragazzi avevano osservato tutta la scena ed erano già con il cazzo in tiro davanti a lei.
- Bella ti mollato senza soddisfarti eh?
- Ciccia hai voglia di divertirti te lo diamo noi un bel giocattolo anzi due
- In due?
- Dai ciucca qua troia
Troia in un altro momento si sarebbe scandalizzata ed arrabbiata ma ora sentiva solo un gran desiderio di scopare e poi l’alcol faceva effetto e non era in grado di dire no a nessuno, si mise a quattro zampe e prese in bocca l’uccello che le veniva offerto, non era grande, era di dimensioni normali.
Tenendolo con una mano lo leccava dalle palle alla punta, ne ingoiava un po’ e poi ripartiva non un pompino ma un capolavoro, l’altro ragazzo dietro a lei aveva altra intenzioni, visto che era già abbondantemente bagnata si masturbò un attimo e la penetrò senza fatica e cominciò a pomparla, Roberta avrebbe voluto dire qualcosa ma il compare le teneva il cazzo in gola, e spingeva sempre di più,
Stava godendo come una vacca pensò anzi una troia, i due ragazzi cambiarono posizione, sentiva in bocca un gusto misto tra il sapore di cazzo ed i suoi umori, docile docile si lasciava guidare mentre da dietro il secondo le leccava la figa e l’ano e li indugiava, ci infilò piano allargando per bene le mucose poi due e continuava a ruotarli e sputarci dentro per lubrificare e….
A quel punto era chiaro il porco voleva incularla, era vergine li, avrebbe voluto divincolarsi ma aveva un cazzo in gola che la teneva inchiodata li, senti la pressione sul ano farsi sempre più forte, non riusciva ad entrare e ogni tentativo le procurava dolori, una lacrima le scendeva dal viso ma ormai era questione di poco ad un tratto il suo ano cedette e senti la cappella farsi strada nei suoi intestini chiuse gli occhi dal dolore, poi molto lentamente ricominciò la penetrazione, il bastardo ci sapeva fare ed al dolore cominciò a mescolarsi il piacere.
Ora era dentro, era entrato fino in fondo e lei stava cominciando a godere e le sembro normale dire.
- In figa… lo voglio anche in figa stronzi
- Ti accontento subito proietta ti spacchiamo in due
- Si dai mettiglielo in figa
La voltarono verso l’alto cosi che uno stava sotto e le infilzava il sedere e l’altro le entro in figa senza tanti complimenti, era una sensazione dolorosa ma la trovava stupenda, sverginata di culo e doppia nella stessa sera, ora stava godendo ed era già venuta due volte.
- Minchia se ti piace troia
- Si si trombatemi… Cazzo dai
- Su forza anche tu
Non capiva il senso di quella frase fino a che non senti un altro cazzo infilzarle la gola, erano tre un terzo si era unito alla compagnia, quello sotto era allo stremo e non poté fare altro che allagarle il culo, gli altri due resistettero ancora un pò poi le venirono tutti e due sul viso, da veri gentiluomini la lasciarono li distrutta e sporca di sperma, Roberta a fatica riuscì ad alzarsi, approfittando dell’buio arrivò al bagno e si rimise in sesto, era stata una serata incredibile, sverginata di culo, masturbata da uno sconosciuto, presa un doppia e poi addirittura in tripla, se quel bastardo di Ugo lo avesse saputo sarebbe scoppiato per l’invidia.
Fuori dal bagno trovò alcuni ragazzi che le chiedevano il bis.
- Bella fai un pompino anche a me?
- A me lo dai il culo troia?
Il campionario era vasto ed osceno guadagnò l’uscita e saltò in macchina per quella sera era abbastanza anzi ne avrebbe avuto per un po’ e poi il sedere le faceva male aveva bisogno di riposo e di una crema per lenire quel dolore che però in fondo non le era affatto dispiaciuto.
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